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Cos’è MOVEMBER??

La Movember Foundation è l’organizzazione globale che lotta per cambiare la situazione della salute maschile. Gli uomini tendono a nascondere certe problematiche che riguardano la sfera intima per vergogna, e tutti dobbiamo impegnarci per combattere certi tabù che vanno a discapito della nostra salute.


TUMORE DEL TESTICOLO

QUANDO COMPARE IL TUMORE DEL TESTICOLO?

I tumori del testicolo ai dividono in due tipi:

  • seminomi: 35 anni

  • non seminomi: 25 anni

I tumori del testicolo sono tumori RARI ma questo non li e rende meno pericolosi: sono infatti tumori MALIGNI.

 

QUALI SINTOMI HA UN TUMORE TESTICOLARE?

Il tumore testicolare si presenta come un rigonfiamento dello scroto SENZA DOLORE (la presenza di dolore è più tipica di infezioni), che è facilmente individuabile un una semplice auto palpazione.

In alcuni casi spunta un sintomo particolare: la GINECOMASTIA, cioè un seno proprio come quello delle donne.

 

COME SI DIAGNOSTICA IL TUMORE AL TESTICOLO?

La prima cosa che fa il medico, ma che può fare ogni uomo a casa, è la PALPAZIONE dello scroto.

Per distinguere un tumore da altre malattie scrotali il medico può fare poi una ILLUMINAZIONE TRANS-SCROTALE

 

COME SI EFFETTUA L’AUTOPALPAZIONE?

Questa tecnica andrebbe eseguita almeno una volta la mese e dopo il compimento dei quindici anni. Farla dopo un bagno caldo migliora i risultati perché lo scroto risulta rilassato e risalta di più ogni piccola anomalia anatomica. Come si esegue?

autopalpazione

autopalpazione

La cosa migliore è quella di porsi davanti ad uno specchio, in modo da poter vedere che nello scroto non ci siano rigonfiamenti. Si potrebbe avere la manifestazione di un idrocele, un varicocele o di un’ernia inguinale. Inoltre, se vi accorgete di avere i testicolo non allineati non preoccupatevi.

Fate attenzione a palpare il testicolo disponendo l’indice ed il medio nella zona inferiore e il pollice in quella superiore. La palpazione, se effettuata in modo delicato, non deve dare dolore. Muovete le dita con un delicato movimento rotatorio in modo da controllare la superficie esterna che deve risultare liscia, uniforme e di consistenza elastica. Se si riscontra una forma irregolare che sia aderente alla superficie del testicolo bisogna fare attenzione. In questo caso, bisogna continuare con l’esplorazione esercitando una pressione più modesta in modo da analizzare la consistenza interna del testicolo e di percepire un eventuale nodulo che avrebbe la consistenza più dura del tessuto circostante.

Sia che si riscontri una strana protuberanza superficiale, che una strana consistenza interna bisogna immediatamente chiedere il consulto di un urologo e fare una ecografia testicolare. Se, invece, non si riscontra nulla a livello superficiale ma si nota che un testicolo è più grande dell’altro non bisogna necessariamente allarmarsi, sempre che la differenza non sia eccessiva.

Dietro al testicolo è presente l’epididimio, spesso in corrispondenza di questo si possono riscontrare masse tondeggianti non dure di qualche millimetro ma si tratta di semplici cisti.

 

COME SI CURA IL TUMORE DEL TESTICOLO?

Il punto di partenza è sempre l’ORCHIECTOMIA (si, è quello che pensate, si asporta il testicolo malato con la chirurgia), poi a seconda di quale tumore si tratta e in quale stadio si trova possiamo avere varie possibilità:

  • RADIOTERAPIA: solo per i tumori seminomi. Se le radiazioni arrivano all’altro testicolo, quello sano, le cellule che producono gli spermatozoi vengono uccise. Risultato: infertilità.
  • CHEMIOTERAPIA: come tutti sano, la chemio è tossica per il tumore ma anche per le cellule sane. I farmaci chemioterapici usati qui hanno effetti tossici sul rene, sull’orecchio, sull’apparato digerente, sui capelli, e in 1/3 dei casi le cellule tumorali non vengono comunque eliminate in toto e quindi bisogna andare alla chirurgia.
  • LINFOADENECTOMIA: consiste nella rimozione dei linfonodi che raccolgono le “sostanze di scarto” dal testicolo. Gli effetti collaterali sono notevoli: a parte danni sulle strutture addominali, può provocare eiaculazione retrograda, cioè lo sperma non fluisce più verso il pene ma verso la vescica.

 

I TUMORI DEL TESTICOLO NON PROVOCANO INFERTILITA’.

FALSO.

Questi tumori possono provocare infertilità per ben 2 motivi:

  • Gli spermatozoi sono normalmente confinati nel testicolo e non vengono mai a contatto con il sangue, motivo per cui il nostro sistema immunitario praticamente non li conosce (tra parentesi, è questo il motivo per cui non si può fare un trapianto di spermatozoi…). Un tumore testicolare però è ben vascolarizzato, e quando gli spermatozoi entrano in contatto con le cellule immunitarie del sangue si scatena una risposta immune che li distrugge.
  • Le terapie hanno un effetto distruttivo sul testicolo: dalla chemio con i suoi effetti tossici, alla radio, che danneggia il testicolo sano, alla linfoadenectomia che provoca eiaculazione retrograda.

IL TUMORE PROSTATICO

COS’è LA PROSTATA?

La prostata è una ghiandola a forma di castagna situata sotto la vescica dell’uomo, davanti al retto, e che circonda la porzione iniziale dell’uretra (condotto che collega la vescica con l’esterno).

La prostata partecipa al meccanismo dell’eiaculazione, secernendo la parte maggiore del liquido seminale, mezzo di trasporto degli spermatozoi.

Le ghiandole prostatiche producono tra l’altro una sostanza specifica, chiamata Antigene Prostatico Specifico (PSA), che viene escreto anche nel sangue dove può essere dosato e usato come marker in caso di tumore.

 

PROSTATA: TUTTA QUESTIONE DI FRUTTA

La prostata ha normalmente le dimensioni di una castagna (10-20 g), e le sue dimensioni tendono ad aumentare con il passare degli anni, diventando più simili a quelle di una albicocca intorno a 40-50 anni.

Nel carcinoma prostatico la prostata aumenta di dimensioni diventando grande come un mandarino e poi come un’arancia!

 

IL TUMORE ALLA PROSTATA è UN TUMORE DELI ANZIANI.

VERO.

Prima dei 40 anni è praticamente inesistente, ma questo non ci autorizza a trascurarlo: in Europa è la 2° neoplasia nel maschio e la 3° causa di morte!!!

 

 

QUALI SONO I FATTORI DI RISCHIO PER IL TUMORE DELLA PROSTATA?

  • Familiarità: il rischio di sviluppare un carcinoma della prostata è 2-3 volte maggiore per chi ha un familiare di primo grado affetto dalla stessa malattia. Tale rischio aumenta fino a 10 volte con l’aumentare del numero dei familiari colpiti.
  • Razza: questo tumore è essenzialmente una malattia dei Paesi occidentali;
  • Dieta: una dieta ricca di grassi e l’obesità sembrano comportare un incremento dell’incidenza.

 

NON SI PUO’ PREVENIRE IL TUMORE PROSTATICO.

FALSO.

Come per molti altri tumori, l’attività fisica, la riduzione del peso corporeo e un’alimentazione equilibrata, povera di grassi e ricca di frutta e verdura (soprattutto ortaggi gialli, pomodori e peperoni dotati di proprietà antiossidanti, sostanze ricche di vitamina a, d, e e il selenio) sembrano essere utili nel ridurre il rischio di malattia.

 

COME SI MANIFESTA IL CARCINOMA PROSTATICO?

Questo tumore è ha una crescita molto lenta: nella fase iniziale è frequentemente asintomatico e può quindi restare non diagnosticato per anni.

Progredendo la malattia generalmente compaiono i segni dovuti all’ingrossamento della prostata che, peraltro, non sono differenziabili da quelli sostenuti dall’ipertrofia prostatica benigna:

  • pollachiuria (emissione frequente di piccole quantità di urina);
  • nicturia (necessità, anche molto frequente, di eliminazione dell’urina durante la notte);
  • disuria (emissione di urine accompagnata da dolore);
  • diminuzione della potenza del getto urinario.

Altri sintomi raramente possono essere legati alla progressione locale del tumore: ematospermia (sangue nello sperma), dolore perineale e alterazioni della funzione erettile.

In meno del 10{8d7a7b87c966be82dbaf10a173219396a699133aad4601d2ac60cc63b1c9a0c0} di pazienti il carcinoma della prostata si manifesta con sintomi legati alla sua disseminazione metastatica quali dolori ossei anche gravi.

 

COME SI DIAGNOSTICA IL TUMORE ALLA PROSTATA?

  • ESPLORAZIONE RETTALE: il medico inserisce il dito indice nell’ano del paziente per palpare la prostata e avvertirne la consistenza, le dimensioni, i margini e altre caratteristiche che possono aiutare la diagnosi. Esame molto fastidioso per i maschi, ma fondamentale!!!
  • ECOGRAFIA TRANS-RETTALE: un tumore appare più scuro all’ecografia
  • DOSAGGIO DEL PSA: il PSA è la proteina prodotta dalla prostata e usata come marcatore di nuova crescita tumorale dopo la terapia (chirurgia o radio o farmaci)

 

COME SI CURA IL CARCINOMA PROSTATICO?

Le terapie disponibili sono varie, e dipendono dallo stadio della malattia:

  • Chirurgia: consiste nella rimozione totale della prostata e dei linfonodi della pelvi che potrebbero essere colpiti da metastasi. La sopravvivenza a 5 anni dall’intervento è molto buona ma dà un effetto collaterale importante: impotenza. Ci sono interventi appositi per evitare questa complicanza ma non sempre si possono fare.
  • Radioterapia: con delle macchine esterne che sparano radiazioni o inserendo dentro alla prostata dei semi di sostanze radioattive. Se non funziona bisogna ricorrere alla chirurgia, ma ormai la prostata è talmente danneggiata dalle radiazioni che si verifica un altro effetto collaterale: incontinenza.
  • Ormoni: estrogeni o antiandrogeni (che hanno però effetti collaterali cardiovascolari) o analoghi dell’LHRH, che bloccano il testosterone (con tutti gli effetti collaterali del caso…)

Morale della favola, molto meglio prevenire che curare.


IL FRENULO

Il FRENULO è una delicata piega cutanea e mucosa che fissa il prepuzio al glande in modo da impedire in erezione un eccessivo scorrimento del prepuzio. È zona molto sensibile, sollecitata durante il rapporto, che può andare incontro a lacerazione o rottura, causando dolore o sanguinamento.

 

LA BREVITA’ DEL FRENULO PREPUZIONALE E’ UNA CONDIZIONE FREQUENTE.

VERO.

Si tratta infatti di una comune anomalia genitale dipendente da un difetto durante lo sviluppo sessuale maschile (non acquisisce una dimensione compatibile con quella del pene): di solito i soggetti non riescono a scoprire completamente il prepuzio durante la pubertà e per questo si associa spesso alla fimosi.

 

IL FRENULO CORTO PUO’ COMPORTARE ALCUNE PROBLEMATICHE.

VERO.

Si possono avere:

  • Fastidioso senso di trazione durante l’erezione
  • Incurvamento verso il basso in caso di particolare severità
  • Eccessiva sensibilità del glande
  • Soggezione del frenulo a infiammazione o lacerazione durante il rapporto o la masturbazione

LA LACERAZIONE DEL FRENULO DI LUNGHEZZA NORMALE PUO’ PORTARE ALLA CONDIZIONE DI FRENULO CORTO.

VERO.

La lacerazione può essere causata dallo scorrimento del prepuzio e dalla penetrazione durante l’atto sessuale. Questo può portare a una cicatrizzazione retraente che porta alla condizione di brevità del frenulo.

 

NON ESISTE UNA TERAPIA PER IL FRENULO CORTO.

FALSO.

La terapia si basa su un semplice intervento chirurgico, detto frenulotomia, durante il quale il frenulo può essere solamente inciso oppure inciso e rimosso completamente. Dura solo 30 minuti, viene svolto in anestesia locale e comporta l’astensione dall’attività sessuale per circa 2 settimane.


EIACULAZIONE PRECOCE

ESISTONO PIU’ FORME DI EIACULAZIONE PRECOCE.

VERO.

C’è una forma primaria (80{8d7a7b87c966be82dbaf10a173219396a699133aad4601d2ac60cc63b1c9a0c0} dei casi), una condizione in cui il paziente eiacula velocemente (30-60 secondi dopo la penetrazione) indipendentemente dalla situazione e si verifica costantemente, e una forma secondaria spesso riferita a pazienti che notano una diminuzione della durata del rapporto.

 

NON ESISTE UNA TERAPIA PER L’EIACULAZIONE PRECOCE.

FALSO.

Vi sono vari trattamenti possibili basati su terapie psicologiche o su farmaci o entrambi. Una delle opzioni che unisce entrambi gli aspetti è la terapia psicosessuale, i cui obiettivi sono:

  • Imparare a controllare l’eiaculazione
  • Acquisire confidenza durante il rapporto sessuale
  • Risolvere problemi interpersonali
  • Ridurre l’ansia da prestazione
  • Aumentare la comunicazione con il partner
  • Modificare rigidi schemi sessuali.

Il trattamento farmacologico può prevedere, a seconda della forma di EP e delle esigenze, un’assunzione giornaliera (prima di colazione) oppure soltanto poche ore prima del rapporto. La ricerca è in continuo sviluppo per limitare ulteriormente gli effetti collaterali e aumentare ancora di più la durata del rapporto.

 

L’EIACULAZIONE PRECOCE E’ LA DISFUNZIONE SESSUALE PIU’ DIFFUSA.

VERO.

Ha un’incidenza superiore alla disfunzione erettile: circa il 20-30{8d7a7b87c966be82dbaf10a173219396a699133aad4601d2ac60cc63b1c9a0c0} della popolazione maschile dichiara di avere disturbi e sintomi legati alla EP, ma solo il 9{8d7a7b87c966be82dbaf10a173219396a699133aad4601d2ac60cc63b1c9a0c0} ricorre all’aiuto del medico.

 

L’EIACULAZIONE PRECOCE NON E’ UNA CONDIZIONE MEDICA.

FALSO.

L’EP (in particolare quella primaria, la più diffusa) è una condizion medica caratterizzata da una componente organica. In questi soggetti si notano infatti ridotte concentrazioni di SEROTONINA, un neurotrasmettitore che ha un effetto inibitorio sul riflesso dell’eiaculazione, rallentandolo. Per questo la terapia farmacologica risulta mirata soprattutto a far aumentare l’effetto della serotonina.

 

L’EIACULAZIONE PRECOCE NON E’ INFLUENZATA DA FATTORI PSICOLOGICI.

FALSO.

Alcune cause possono influenzare la durata dell’eccitamento, come età giovanile e poca esperienza, tensione emotiva incluso l’innamoramento, periodi di astinenza, ansia, sospensione dell’uso di alcool come ritardante.

 

L’EIACULAZIONE NON HA ALCUN IMPATTO SULLA QUALITA’ DELLA VITA DEL PAZIENTE.

FALSO.

Ha un notevole impatto negativo che riguarda la mancanza di controllo sull’eiaculazione, lo stress personale, problemi relazionali e in generale una limitata soddisfazione durante e dopo i rapporti.


LA FIMOSI

Il termine FIMOSI indica la presenza di un restringimento del lembo di pelle scorrevole che copre il glande, chiamato prepuzio. Tale anomalia rende difficioltoso scoprire completamente ed autonomamente il glande. La fimosi può essere di due tipi: congenita o acquisita. Nel primo caso il restringimento prepuziale è presente fin dalla nascita, nel secondo caso viene acquisito per cause esterne.

LA FIMOSI RIGUARDA PRINCIPALMENTE GLI ADULTI.

FALSO.

E’ un disturbo che presenta maggiore incidenza in età pediatrica, interessando il 50{8d7a7b87c966be82dbaf10a173219396a699133aad4601d2ac60cc63b1c9a0c0} degli individui attorno al primo anno di età. Tale percentuale cresce all’89{8d7a7b87c966be82dbaf10a173219396a699133aad4601d2ac60cc63b1c9a0c0} al compimento del terzo anno di età per decrescere poi all’1{8d7a7b87c966be82dbaf10a173219396a699133aad4601d2ac60cc63b1c9a0c0} nel ragazzo di 18 anni.

 

LA SCARSA IGIENE PUO’ FAVORIRE L’INSORGENZA DELLA FORMA ACQUISITA DI FIMOSI NELL’ADULTO.

VERO.

Si può avere infatti l’accumulo di smegma (sostanza biancastra data dalla secrezione di ghiandole sebacee e dalla desquamazione delle cellule epiteliali) al di sotto della corona del glande: in questo modo si favorisce lo sviluppo della fimosi acquisita nell’adulto. Le infezioni sono favorite in presenza di diabete o calo delle difese immunitarie.

 

NON ESISTE TERAPIA PER LA FIMOSI

FALSO.

In base alla gravità della fimosi si può intervenire chirurgicamente, operando una circoncisione, o può essere sufficiente una ginnastica di scorrimento per incrementare l’elasticità della zona interessata.

 

LA FIMOSI NON HA CONSEGUENZE SULLA VITA SESSUALE.

FALSO.

Può provocare dolori durante l’erezione o i rapporti sessuali, soprattutto se associata a un frenulo prepuziale corto. Spesso questo cede durante i primi rapporti, causando sanguinamenti benigni; se ciò non avviene occorre intervenire chirurgicamente.

 

La PARAFIMOSI è una condizione dovuta allo strozzamento del pene in presenza di un anello ristretto del prepuzio alla base del glande. Il paziente riesce a scoprire il glande, ma è impossibile il ritorno alla posizione coperta. Questo evento si deve risolvere immediatamente, perché può procurare danni al pene.

La CIRCONCISIONE consiste nell’asportazione totale o parziale della pelle del prepuzio in modo da lasciare scoperto il glande. È un’operazione chirurgica, svolta di solito in anestesia locale, mirata a risolvere, se necessario, il problema della fimosi. Si può riprendere subito l’attività lavorativa e dopo 30 giorni quella sessuale.


DISFUNZIONE ERETTILE

I SOGGETTI CON DISFUNZIONE ERETTILE NON OTTENGONO MAI UN’EREZIONE.

FALSO.

Per i soggetti in cui la disfunzione ha cause psicogene si possono verificare erezioni spontanee mattutine e durante la masturbazione. Le problematiche psicogene sono per esempio stress, ansia da prestazione, disturbi psicotici, omosessualità non accettata, abuso di alcool e disarmonia coniugale.

LA DISFUNZIONE ERETTILE PUO’ AVERE ANCHE CAUSE ORGANICHE.

VERO.

Fino ad una decina di anni fa le disfunzioni a causa organica erano la minoranza, mentre oggi grazie anche alle nuove tecniche diagnostiche si è visto che sono più frequenti di quanto credessimo. Le ragioni possono essere vascolari: il flusso del sangue nel corpo cavernoso deve essere elevato e costante per tutta la durata dell’erezione. Ci sono anche cause neurologiche ed endocrine (rare).

ALCUNE PRATICHE CHIRURGICHE POSSONO PROVOCARE DISFUNZIONE ERETTILE.

VERO.

E’ una possibile conseguenza della rimozione della vescica, della rimozione totale o parziale della prostata e della radioterapia prostatica. Anche alcuni farmaci possono causarla come effetto collaterale, per esempio antipsicotici e antipertensivi.

PER IL PAZIENTE E’ FACILE CHIEDERE AIUTO AL MEDICO.

FALSO.

La disfunzione erettile è una delle patologie più taciute, per vergogna. Il medico deve approcciarsi nel modo più neutro possibile ed evitando che il paziente si senta giudicato: la prassi suggerisce di iniziare cercando le possibili cause organiche, per esempio il dosaggio di ormoni sessuali e la presenza di patologie o traumi pregressi, poi si passa alla sfera psicologica e agli aspetti della sessualità di coppia.

LA TERAPIA NON E’ SOLTANTO FARMACOLOGICA.

VERO.

Esiste una terapia farmacologica, con farmaci che permettono di ripristinare la libido, diminuire l’ansia da prestazione e sostanze vasoattive che aumentano il flusso di sangue al corpo cavernoso. Esiste però anche un approccio psicosessuale detto di focalizzazione sessuale: un terapeuta lavora con la coppia e la spinge a provare una sessualitàpiù libera che permetta di far emergere e affrontare le problematiche di coppia alla base della disfunzione.


VARICOCELE

Il VARICOCELE è una dilatazione delle vene del testicolo per cui il sangue, invece di fluire via verso l’addome, ristagna nel testicolo provocando un aumento della temperatura e una scarsa ossigenazione. Esiste una forma primaria dovuta a congenita debolezza della parete delle vene e anche una forma secondaria legata alla presenza di tumori maligni o benigni nella zona pelvica o addominale: i tumori sono delle masse in crescita e, se si trovano lungo il percorso delle vene, possono ostacolare il passaggio del sangue impedendogli di fluire.

 

IL VARICOCELE E’ UNA MALATTIA DEGLI ANZIANI.

FALSO.

La massima incidenza si riscontra nei giovani dai 12 ai 18 anni, nella vecchiaia invece è rarissimo. Altra particolarità è che nel 90{8d7a7b87c966be82dbaf10a173219396a699133aad4601d2ac60cc63b1c9a0c0} dei casi coinvolge il testicolo di sinistra.

 

L’AUTOPALPAZIONE PUO’ AIUTARE A DIAGNOSTICARE IL VARICOCELE.

VERO.

L’autopalpazione del testicolo, oltre ad essere efficace nel diagnosticare la presenza di un tumore del testicolo, permette anche di individuare il varicocele: si sentono le vene dilatate che formano un groviglio che i medici, per rendere l’idea, chiamano “sacchetto di vermi”.

Anche il medico stesso può fare diagnosi con una semplice palpazione del testicolo: per confermare di fanno esami più specifici come lo spermiogramma (analisi dello sperma per vedere numero, forma e motilità degli spermatozoi) e l’ecodoppler.

 

IL VARICOCELE PROVOCA INFERTILITÀ.

VERO, ma non sempre.

Solo nei casi in cui sia sufficientemente grande: il ristagno di sangue aumenta di uno o due gradi la temperatura del testicolo e dato che la spermiogenesi è molto sensibile alle temperature esterne anche delle variazioni così piccole possono comprometterla. Una volta trattato il varicocele il numero degli spermatozoi torna ad aumentare.

 

IL VARICOCELE RICHIEDE SEMPRE TERAPIA.

FALSO.

Se non dà dolore né segni di infertilità non è necessaria alcune terapia per il varicocele, ma solo alcuni accorgimenti come indossare slip invece dei boxer, non mettere pantaloni troppo stretti, usare il sospensorio nell’attività fisica: tutto ciò ha lo scopo di ridurre al minimo la temperatura.

 

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